Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri per le sue funzionalità. Chiudendo questo messaggio, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie per le finalità indicate.

Prezzi energia, imprese economia circolare: "Ok intervento Governo, ora urgenti misure strutturali"

Roma, 17 dicembre 2021 – Unirima, Assorimap e Assofermet: "Italia più colpita, serve programmazione per non rincorrere emergenza"

Esprimiamo soddisfazione per l'intervento del Governo finalizzato a fronteggiare l'incremento del costo dell'energia e a sostenere le imprese su cui si sta abbattendo l'enorme rincaro delle bollette. Si tratta di un intervento invocato e auspicato, che rappresenta un primo e significativo passo in una congiuntura economica assai complessa. Ora bisogna però anche volgere lo sguardo in prospettiva, studiando misure strutturali che consentano alle imprese di programmare su basi solide, senza dover sempre rincorrere l'emergenza. A maggior ragione dopo che ieri il Consiglio europeo non è riuscito a trovare un accordo sui prezzi dell'energia.

Siamo quindi fiduciosi che l'esecutivo guidato da Mario Draghi riesca a varare al più presto misure in grado di incidere in modo permanente, poiché il problema non sembra destinato a esaurirsi in breve. Basti pensare che oggi il valore del PUN (Prezzo Unico Nazionale) in Italia per il costo dell'energia si attesta a quota 340, mentre solo sei mesi fa era a 70. L'Italia è inoltre colpita in modo particolarmente feroce: la Francia oggi è a 217, la Spagna a 200, la Germania a 177, i Paesi scandinavi a 90.

Senza azioni profonde e strutturali le imprese italiane rischiano drammaticamente di finire a breve in ginocchio. Non possiamo minimamente permetterci di scontare un ulteriore gap di competitività rispetto alle altre realtà europee, soprattutto nell'ambito dell'economia circolare. Un settore che costituisce il cuore propulsivo della transizione ecologica e che, se soffocato, rischia di rallentare la crescita economica di tutto il Paese. Sarebbe quindi paradossale che i costi legati al processo di transizione vengano scaricati proprio su chi consente lo sviluppo della green economy. E' necessario un approccio selettivo, che eviti rincari a pioggia e indiscriminati.