Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri per le sue funzionalità. Chiudendo questo messaggio, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie per le finalità indicate.

Assorimap incontra i vertici del Ministero della Transizione Ecologica. La piattaforma per il rilancio del riciclo meccanico delle plastiche in Italia.

Roma, 14 settembre 2021

ASSORIMAP apre una nuova piattaforma di lavoro con il Dicastero della Transizione Ecologica in relazione ai nuovi obiettivi e adempimenti che l’Unione Europea ci affida:

  • Pacchetto Economia Circolare con il 55% al 2030 di riciclo effettivo rispetto agli imballaggi in plastica immessi;
  • Direttiva Single Use Plastics: target di raccolta differenziata per i contenitori per liquidi alimentari fino a 3 litri pari al 90% entro il 2029; obbligo di progettazione per gli stessi contenitori con almeno il 30% di plastica riciclata,
  • Plastic Tax UE con 800 euro per ogni tonnellata di plastica utilizzata per produrre imballaggi che non viene riciclata.

Occorre riaffermare la centralità del riciclo meccanico delle plastiche come risposta primaria verso i temi scottanti della “Plastica” e dei “Rifiuti” anche in considerazione delle criticità di sistema che stanno ostacolando lo sviluppo di un’impresa leader mondiale nella qualità delle materie plastiche prime seconde – MPS - e nella tecnologia di trasformazione da rifiuto a risorsa.

Il settore chiede soluzioni tempestive per il proprio rilancio, riassumibili nelle seguenti Proposte:

  1. IVA agevolata sulle vendite di materia prima seconda riciclata e sui prodotti contenenti plastica riciclata, come incentivo al maggiore utilizzo;
  2. Credito di imposta per chi acquista beni prodotti in plastica riciclata fino al 40% delle spese sostenute documentate - per un importo massimo 50 mila euro annuali - sull’acquisto di prodotti realizzati almeno in percentuale del 30% in materiale plastico riciclato post consumo (il credito di imposta può essere elevato al 60% in caso di plastiche miste riciclate), prevedendo – per la tracciabilità del materiale plastico rigenerato – l’obbligo di certificazioni (ad es. PSV - Plastica Seconda Vita, Protocollo europeo EUCERTPLAST, ecc.);
  3. Quantitativo minimo obbligatorio di plastica riciclata in beni ed imballaggi per accelerarne la circolarità (ad es.: la direttiva europea “Single Use Plastics” già prevede per le bottiglie in PET con capacità fino a 3 litri un obbligo di progettazione entro il 2030 con almeno il 30% di materia prima riciclata);
  4. Nuovi impianti e ampliamento/ammodernamento degli esistenti: semplificazione dei percorsi autorizzativi e incentivi, al fine di non ostacolare bensì assecondare il trend di crescita del 400% delle attività di riciclo plastica previsto dalla Commissione EU per il periodo 2015-2030; 
  5. Iniziative atte a favorire la libera concorrenza tra Paesi Europei al fine di garantire maggiore reciprocità nei mercati di acquisto delle materie prime;
  6. Abbattimento del costo dell’energia;
  7. Obbligo di marcatura degli imballaggi plastici con indicazioni relative alla filiera di conferimento dei relativi rifiuti (plastica, biodegradabile, etc.) e al grado di riciclabilità dell’imballaggio (come previsto dalla direttiva europea “Single Use Plastics”), al fine di informare i consumatori sul corretto avvio a riciclo e di indirizzare i produttori di imballaggi verso soluzioni più riciclabili;
  8. Attivazione di controlli, preferibilmente centralizzati, sul rispetto del Green Public Procurement, in particolare sul rispetto di tutti i CAM previsti (Criteri Ambientali Minimi);
  9. Emissione di “certificati bianchi” per le imprese del riciclo che documentano i benefici del recupero di materia, in relazione al risparmio di energia fossile rispetto alla produzione con materie prime vergini.