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È stata pubblicata la nota ufficiale del Segretariato Generale del Consiglio dell'Unione Europea, indirizzata alle delegazioni per la riunione del Consiglio Ambiente del 12 ottobre 2026 intitolata "Verso un mercato UE stabile e competitivo per le materie plastiche secondarie - Informazione dall'Italia".

Il documento descrive la crisi attuale del settore del riciclo della plastica nell'Unione Europea, evidenziando le cause - mercati frammentati, costi energetici elevati, prezzi bassi dei polimeri vergini, importazioni a basso costo, riporta la posizione e le proposte dell'Italia per affrontare la crisi, tra cui controlli alle frontiere, tracciabilità dei materiali riciclati, sostegno alla domanda di materie plastiche riciclate, strumenti economici (agevolazioni fiscali, sostegno ai costi energetici e di trasporto), criteri armonizzati di "end-of-waste", semplificazione delle spedizioni intra-UE e governance rafforzata, ed infine sottolinea l'urgenza di interventi a livello UE per evitare la perdita di capacità di riciclo e la dipendenza da polimeri vergini importati.

In conclusione, il documento serve come informativa e proposta di azione da parte dell'Italia, rivolta agli altri Stati membri e alla Commissione Europea, per promuovere un mercato circolare e competitivo delle materie plastiche secondarie e sostenere il settore del riciclo in un momento di crisi.

Nota ufficiale

La filiera europea delle plastiche ribadisce l’allarme sulla crisi industriale in corso, chiedendo alla Commissione europea un intervento immediato per scongiurare un declino irreversibile del settore.

A un anno dalla prima lettera inviata a Bruxelles, Assorimap e altre 33 organizzazioni leader della catena del valore delle materie plastiche in Europa, rinnovano con una lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen le loro sei raccomandazioni strategiche in vista della Circular Economy Act.

I dati che allarmano: tra il 2023 e il secondo trimestre del 2026 hanno chiuso aziende di riciclo per circa 1,1 milioni di tonnellate di capacità, la produzione europea è rimasta stagnante a 54,6 milioni di tonnellate nel 2024 e la quota sul mercato globale è scesa dal 25% nel 2006 al 12% nel 2024, con previsioni di ulteriore calo al 7% entro il 2034. A pesare sono soprattutto gli elevati costi energetici.

Tra le sei priorità raccomandate, spiccano le richieste di ripristinare una concorrenza leale, promuovere le plastiche circolari made in Ue e ridurre i costi energetici.

La lettera congiunta

Assorimap, con altre 30 associazioni e 96 aziende europee, ha firmato una lettera consegnata il 3 giugno 2026 ai vertici UE per chiedere l’attuazione immediata del PPWR.

L'appello, indirizzato ai presidenti Ursula von der Leyen – Presidente della Commissione Europea, Roberta Metsola - Presidente del Parlamento Europeo e António Costa - Presidente del Consiglio Europeo, desidera sottolineare l'importanza strategica del regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (PPWR) per potenziare gli investimenti nel settore europeo degli imballaggi e, più in generale, nell'economia circolare. La richiesta principale è quella di garantire l'attuazione tempestiva ed efficace di questo regolamento così come è stato adottato.

Nella lettera viene ribadito come il PPWR sia una politica fondamentale, che fornisce il quadro necessario per aumentare il riciclo di diversi materiali come la plastica, garantire gli investimenti e raggiungere gli obiettivi europei in materia di efficienza delle risorse, circolarità e clima. Esso stabilisce finalmente un quadro armonizzato, atteso da tempo, per la legislazione sugli imballaggi, essenziale per il corretto funzionamento del mercato unico.

L'attenzione dovrebbe ora concentrarsi sulla sua attuazione efficace e tempestiva, in particolare attraverso lo sviluppo di una legislazione secondaria chiara, solida e basata su dati concreti, in stretta consultazione con l'industria e gli esperti tecnici. 

 

Qui la lettera integrale

Il 15 aprile 2026 Assorimap, in collaborazione con la federazione Plastics Recyclers Europe, ha promosso al Parlamento europeo, ospite dell’onorevole Elena Donazzan, l'evento "Sovranità Industriale Europea: crisi e opportunità nel riciclo delle materie plastiche - Il caso italiano". Assorimap ha portato i numeri di una crisi industriale, provando a tradurli in richieste politiche concrete.

Al centro della tavola rotonda, il Circular Economy Act. Le richieste, portate al dibattito attraverso la voce di Paolo Glerean, consigliere delegato per le relazioni con la Ue di Assorimap, sono le seguenti: istituzione di codici doganali dedicati per distinguere il riciclato dal vergine e fermare le importazioni sleali, criteri armonizzati per la definizione di fine rifiuto e sistemi EPR coordinati e orientati alla circolarità, requisiti premiali per il contenuto di riciclato made in Europe, accesso agli aiuti energetici per tutta la filiera, incentivi fiscali e semplificazione normativa.

Assorimap ha inoltre sollecitato un anticipo al 2027 degli obblighi di contenuto minimo di plastica riciclata negli imballaggi, obiettivi che il Regolamento PPWR fissa attualmente al 2030. 

Si informa che lo scorso 18 marzo il MASE ha avviato una consultazione pubblica sulla Responsabilità Estesa del Produttore per i prodotti plastici non da imballaggio.

L’obiettivo dello schema di decreto è quello di intervenire su flussi di rifiuti plastici che non sono già coperti dai regimi EPR per colmare un vuoto normativo e dare concreta attuazione al principio “chi inquina paga” e alla gerarchia dei rifiuti.

I prodotti coinvolti nello schema di decreto sono pertanto i beni per uso sia domestico sia professionale costituiti prevalentemente da polimeri termoplastici o termoindurenti (PVC, PP, PE modificati, poliesteri, poliuretani) spesso multistrato o combinati con cariche, additivi e rinforzi (fibra di vetro, cariche minerali, stabilizzanti, pigmenti). Sono inclusi nell’ambito di applicazione anche i beni in elastomeri e gomme (anche vulcanizzate) allorquando tali polimeri siano la componente strutturale principale del prodotto e lo stesso non ricada in altri regimi EPR già costituti.

Sono invece esplicitamente esclusi:

•    Imballaggi (art. 218 TUA);
•    Beni in polietilene (art. 234 TUA);
•    Altri prodotti già compresi in altri articoli EPR (quali RAEE, veicoli fuori uso, pneumatici fuori uso, pile e accumulatori, tessile);
•    Prodotti plastici non da imballaggio utilizzati in ambito sanitario.

Con il nuovo regime EPR tutti i produttori che immettono per la prima volta sul mercato nazionale i prodotti rientranti nel campo di applicazione del nuovo regolamento sono tenuti entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del regolamento ad iscriversi al Registro nazionale produttori presso il MASE e ad aderire a un sistema collettivo riconosciuto oppure ad istituire un sistema individuale riconosciuto ai sensi dell’art. 221-bis TUA.

I sistemi collettivi e autonomi riconosciuti dovranno organizzare e finanziare l’intera filiera di raccolta, conferimento, trasporto, trattamento, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti di competenza. 

Lo schema di decreto fissa anche obiettivi quantitativi minimi di raccolta differenziata e riciclaggio dei prodotti.

La consultazione è aperta a tutti i soggetti pubblici e privati e terminerà il 17 aprile p.v.

Si informa che il MASE ha prorogato all’11 maggio 2026 la consultazione in oggetto.